Intervista a Pippo Dell’Acqua sulle aziende sanitarie private

Buongiorno Pippo, 
Sulla base della rua esperienza di CEO della branch italiana di una multinazionale americana nel mondo della sanità privata, quali sono le principali 
opportunità di sviluppo nella gestione delle strutture sanitarie private in Italia ? 

La mia esperienza mi porta a vedere il settore della sanità privata, soprattutto in Italia, comme un’area dinamica e in rapido aggiornamento e sviluppo.

In particolare, vedo una tendenza alla crescita e all’evoluzione verso forme di gestione più mature ed articolate di realtà tradizionalmente piccole e spesso a controllo familiare.
Diversi sono i fattori che stimolano questo necessario sviluppo: dagli investimenti nel settore, spesso anche stranieri, che aumentano il livello competitivo, alle innovazioni regolamentari e all’evoluzione dei rapporti di collaborazione con il sistema pubblico, che impongono la transizione verso sistemi gestionali ed organizzativi più maturi.

In quest’ottica di sviluppo, quali sono dunque le managerialità più necessarie o che dovrebbero essere sviluppate per la gestione economicamente profittevole della sanità privata, sia ospedali che strutture di analisi?

Va considerato che la gestione economica delle strutture sanitarie private in Italia è strettamente condizionata dalle tariffe, tendenzialmente rigide, riconosciute dal sistema pubblico e, d’altro verso, dal mondo assicurativo. Ciò impone un recupero di efficienza e di controllo gestionale che difficilmente le tradizionali strutture sanitarie private hanno avuto nel recente passato.

Considerando anche le innovazioni legislative intervenute nell’ultimo decennio, credo che le aree in cui maggiormente e più efficacemente si possono prevedere progetti di sviluppo siano quelle del controllo di gestione, dell’organizzazione interna, della digitalizzazione/informatizzazione e della gestione legale ed assicurativa dei sinistri.

In ultimo, quali sono le caratteristiche di un transition manager per soddisfare le aspettative di crescita del valore delle aziende e per gli azionisti, italiani od internazionali, in questo settore e perché i managers esterni dovrebbero essere preferibili ai professionisti medici già presenti nelle strutture sanitarie?

La formula del transition management è particolarmente adatta alla realtà delle strutture sanitarie private, in particolare per lo sviluppo e per la messa a regime di progetti di sviluppo settoriale come quelli sopra citati.

In primo luogo, questa modalità consente ad aziende, anche di piccole dimensioni, di circoscrivere e isolare gli investimenti e i costi relativi a specifici progetti senza dover intervenire su spese ricorrenti come quelle relative all’assunzione di nuove risorse; il costo da sostenere, tra l’altro, deve essere visto come investimento, non già come spesa fine a sé stessa. 

Inoltre, adottando una forma di transition management l’azienda può avere accesso, a costi predeterminati e limitati, a supporti professionali specifici e di alto livello, beneficiando così anche di una tempistica più agevole per selezionare, o per far maturare internamente, le risorse incaricate della gestione a lungo termine.

Cosa ti ha portato a considerare una partnership in AXCEL Partners Italia a completamento delle esperienze vissute nella tua carriera professionale come avvocato di affari e CEO di multinazionali della sanità privata?

Ho visto in AXCEL Partners una realtà dinamica ed altamente professionale, che propone alle aziende un’innovativa forma di supporto consulenziale e gestionale, che offre grande flessibilità e versatilità.

In questo senso ho ritenuto che la mia collaborazione con AXCEL Partners fosse un ideale completamento della mia vita professionale, nella quale mettere a frutto le esperienze maturate sia come consulente che successivamente come manager.